<<Si dice che una grande sofferenza possa condurre verso due strade: la vita e la morte>>.

Il parco degli angeli – Angela Nardella-.

“Il parco degli angeli” è il romanzo uscito nel mese di ottobre 2015 per la collana “narrativa” della casa editrice Kimerik. La sua autrice Angela Nardella, specializzata in psicoterapia, si era già distinta nel 1993 classificandosi al quarto posto del concorso letterario internazionale “Triennale della Maiella” con una raccolta inedita di poesie e l’anno successivo ricevendo il premio speciale per la poesia assegnato dalla giuria del “Premio Letterario Internazionale Europa 94”.

Un genere che non saprei marcatamente definirvi, un fantasy tutto italiano che rincorre l’esoterico, ma anche il lirico-amoroso propriamente detto. Vi si scoprono elementi tanto diversi quanto abilmente ancorati tra loro: il racconto tanto umano e straziante degli ultimi giorni di vita del padre di Angelica, la protagonista, malato terminale, e il racconto del viaggio in una misteriosa “terra di mezzo” -minuziosamente descritta- intrapreso dalla protagonista durante alcuni anni di coma cerebrale, dove tutto diventa << senza dolore, senza sofferenza>>. Chiaro è -lungo il viaggio che Angelica si ritrova a dover intraprendere- il riferimento alla grandiosa opera della Commedia dantesca, messo a segno sagacemente dalla Nardella man mano che la trama si snoda. Come il viaggio compiuto verso la terra garganica nella cittadina immaginaria di San Giorgio in Drion (ndr. il riferimento è senza alcun dubbio al monte Drion sul quale apparì, tra il 490 ed il 493 San Michele Arcangelo e sul quale oggi sorge il santuario di Monte Sant’Angelo, nella provincia foggiana). L’autrice paragona ad “una selva oscura” questa cittadina corrotta dalla malvagità delle azioni umane e nella quale ogni 130 anni si verifica una lotta tra bene e male.

Ma cosa c’entra Angelica con tutto questo?

<<“Perché proprio io?” rispose Angelica. “Perché tu sei pura. Hai un cuore aperto dove tutto può accadere[…] e questo attira il male e propone il bene”>>.

Non sfuggono come leggete i numerosi riferimenti alla terra d’origine dell’autrice, che sceglie come campo di battaglia tra bene e male proprio una terra misteriosa sita nei pressi di San Giovanni Rotondo, e come guida per la sua protagonista proprio l’Arcangelo Michele.
Davvero apprezzabili i numerosi personaggi storici che si avvicendano durante lo scorrere della trama da Jung a Leopardi a San Pio.
Davvero affascinante – vi assicuro- l’intreccio di elementi insieme religiosi e blasfemi, si passa dagli arcangeli ai demoni alle fate ed agli gnomi, per finire con misteriosi scrigni esoterici, l’antichissimo libro dei morti egizio, frasi e incisioni magiche e reincarnazioni.

Questo viaggio simil dantesco ci guiderà non attraverso i tre mondi dell’inferno del purgatorio e del paradiso, ma attraverso tre porte: quella del passato quella del presente e quella del futuro.
<<Per sconfiggere il male lo devi conoscere e in qualche modo devi averlo vissuto. Altrimenti non puoi affilare le tue armi contro di esso>>.

La storia si apre su uno scenario doloroso di lutto e tradimento e ci conduce -attraverso il viaggio- alla rinascita emotiva di Angelica, che comprende non solo la grandiosa magnificenza dell’amore, ma riesce anche ad accettare il dolore come veicolo di esperienza formativa, ed impara a proseguire la sua vita proprio cosi come le si presenta.
<<Il più forte è colui che, dotato di forza spirituale inimmaginabile, riesce a trovare sempre una via d’uscita[…]Il male che riceverai sarà direttamente proporzionale alle energie che tu muovi per produrlo. Più sei sulla strada giusta e più verrai tormentata>>.

Posso già dirvi che Angelica ed il suo folto gruppo di amici riusciranno a sconfiggere il male, ma ciò di cui non vi racconterò sarà del risveglio terreste di Angelica, che dopo tre anni di coma si scoprirà incinta appena sveglia…

Ersilia Riccitelli 

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