SPI FOGGIA, PERSIANO: “SU OSPEDALI, SILENZIO ASSORDANTE DEI NOSTRI ASSESSORI”

SPI FOGGIA, PERSIANO: “SU OSPEDALI, SILENZIO ASSORDANTE DEI NOSTRI ASSESSORI”
dicembre 31 08:21 2015 Stampa articolo

Chiusura ospedali, Persiano: “Silenzio assordante dai nostri assessori”

Segretario provinciale Spi-Cgil sulla soppressione dei nosocomi di Lucera e Manfredonia

Condividiamo la posizione di Paolo Campo, la politica sia chiara e coinvolga i cittadini”

FOGGIA – “Lo Spi Cgil di Capitanata condivide la presa di posizione espressa dal consigliere regionale Paolo Campo: la chiusura degli ospedali di Lucera e Manfredonia sarebbe una scelta presa contro i cittadini, contro il diritto alla salute in provincia di Foggia”. E’ questo il commento di Franco Persiano, segretario provinciale del Sindacato Pensionati della Cgil, rispetto alle notizie degli ultimi giorni che vorrebbero la soppressione, di fatto, di due fondamentali presidi ospedalieri in provincia di Foggia. “Da Campo, come da chi si è espresso in questi giorni, ci aspettiamo azioni conseguenti anche nelle prossime settimane”, ha aggiunto Persiano, “mentre prendiamo atto con preoccupazione dell’assordante silenzio dei nostri assessori regionali Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia e del direttore generale dell’Asl Foggia, Vito Piazzolla. Alla politica chiediamo chiarezza di intenti e coinvolgimento democratico nelle scelte che toccano la carne e il sangue delle persone”. Lo Spi Cgil di Capitanata ha fatto del diritto alla salute uno dei cardini della sua azione nei territori. Lo dimostrano le assemblee, le iniziative, le denunce pubbliche dello stato di una sanità pubblica che, in provincia di Foggia, penalizza soprattutto le donne, i bambini e gli anziani, vale a dire le fasce più deboli della popolazione. “Appena un mese fa, il 10 novembre”, ha ricordato Persiano, “in occasione dell’assemblea provinciale del Coordinamento donne dello Spi, abbiamo denunciato con forza la situazione delle liste d’attesa che sono tornate chilometriche”. Gli interventi delle delegate e delle responsabili territoriali del coordinamento, in quella occasione, hanno messo in evidenza un arretramento nella reale fruibilità dei diritti delle donne, soprattutto per ciò che attiene alla Salute, in tutte le principali città della Capitanata, dal capoluogo a Cerignola, Lucera, San Severo e Manfredonia. “Alla chiusura degli ospedali di Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis e Torremaggiore non ha fatto seguito alcun risultato apprezzabile per quanto riguarda il potenziamento dei servizi sul territorio”, ha dichiarato il segretario provinciale dello Spi Cgil. “Piazzolla riprenda i protocolli d’intesa sottoscritti allora, subito dopo la soppressione dei nosocomi, e torni a confrontarsi con le forze sociali rispetto agli impegni che furono presi e che sono stati disattesi”. Una situazione drammatica che necessita di essere oggetto di una nuova stagione di lotte. Ed è proprio su questo aspetto che si è soffermato Franco Persiano: “Dobbiamo rilanciare con forza le rivendicazioni su questi temi. Lo faremo subito, a cominciare da gennaio, con assemblee e iniziative pubbliche. Con la chiusura di tanti ospedali in Capitanata, si sta mettendo a repentaglio il diritto alla salute dei cittadini, soprattutto di chi non si può spostare e non può rivolgersi alle strutture private o a quelle di altre regioni. Nel frattempo, sull’ospedale di Foggia grava una pressione crescente da parte di quei cittadini, provenienti dagli altri centri della provincia, che nelle loro città non hanno più un presidio. La politica abbia il coraggio di affrontare pubblicamente la questione. Se a segnare l’inizio del nuovo anno ci saranno le chiusure degli ospedali di Lucera e Manfredonia, allora il 2016 inizierà davvero sotto i peggiori auspici”, ha concluso il segretario provinciale dello Spi Cgil.



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