Grano, Cia Puglia consegna spighe di grano e proposte a Matteo Renzi

Grano, Cia Puglia consegna spighe di grano e proposte a Matteo Renzi
agosto 01 14:46 2016 Stampa articolo

Consegnato al Premier il documento con le richieste al Governo per rilanciare il comparto

Nel 2016 in Capitanata raccolti 10milioni di quintali,+35 per cento rispetto allo scorso anno
Con il crollo dei prezzi, ogni agricoltore ha perso 165 euro per ettaro; import e speculazioni

FOGGIA – La protesta, le proposte e le ragioni degli agricoltori di Capitanata sono state “consegnate” nelle mani di Matteo Renzi durante la sua visita a Taranto. Una delegazione di CIA Agricoltori Italiani Puglia ha consegnato al presidente del Consiglio un documento e un fascio di spighe di grano, il simbolo della protesta in Puglia contro le speculazioni che hanno fatto crollare il prezzo del prezioso prodotto.
I DATI DEL GRANO IN CAPITANATA. Nel 2016 il raccolto è stato da record, come non avveniva da molti anni; la beffa, però, è dovuta al valore della produzione, molto inferiore a quella di dodici mesi fa. E’ un bilancio con più ombre che luci quello della campagna cerealicola in provincia di Foggia, capitale italiana dell’oro giallo. Secondo i dati ufficiali del Servizio provinciale agricoltura della Regione Puglia, in Capitanata la mietitura ha registrato una produzione totale di ben 10 milioni e 164 mila quintali di grano duro, a fronte dei 7 milioni e 440 mila quintali del 2015: l’incremento, dunque, è stato del 35 per cento. Pressoché invariate le superfici coltivate, rimaste intorno ai 240 mila ettari. E’ crollata, invece, la Produzione Lorda Vendibile – ossia il valore del frumento duro -, passata dai 242 milioni di euro del 2015 ai 183 milioni di quest’anno: è l’effetto della diminuzione del prezzo del grano, sceso dai 30 euro al quintale della scorsa estate ai 19 euro attuali. In questo modo, ogni impresa agricola ha perso 165 euro per ogni ettaro. La pioggia dei mesi invernali e primaverili ha fatto aumentare la resa media per ettaro, salita da 31 a 42 quintali, e ha inciso sul valore proteico medio passato dal 14,5% del 2015 all’11% di quest’anno. Un valore, quest’ultimo, che non può giustificare il crollo del prezzo né il continuo ricorso alle importazioni dall’estero: tra maggio e giugno, nel porto di Manfredonia sono stati scaricati 560 mila quintali di grano duro importati da Kazakistan, Russia, Canada e Australia.
LE RICHIESTE. Per questo la CIA ha chiesto al Governo di verificare la possibilità di sospendere temporaneamente le autorizzazioni alle importazioni; 2) impegnarsi in Europa affinché la Pac possa incentivare strumenti come i fondi mutualistici per la stabilizzazione del reddito; 3) velocizzare l’attuazione delle misure annunciate nel piano cerealicolo nazionale; 4) incentivare accordi e contratti di filiera; 5) prevedere una campagna di promozione della pasta italiana nel mondo; 6) perseguire la massima trasparenza delle borse merci; 7) rendere obbligatoria la comunicazione delle scorte da parte degli operatori commerciali e industriali; 8) autorizzare eventuali nuovi centri di stoccaggio per l’ammasso delle sole produzioni locali, volte a favore una maggiore aggregazione dell’offerta; 9) verificare che i centri di stoccaggio autorizzati siano destinati principalmente per le produzioni locali.



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