Venti Liberi, a Cerignola la Cia a tavola con Libera

Venti Liberi, a Cerignola la Cia a tavola con Libera
novembre 16 11:27 2015 Stampa articolo

La Confederazione Italiana Agricoltori al fianco dell’associazione nei terreni confiscati alla mafia

Nelle terre liberate, i prodotti che rappresentano l’eccellenza dell’agroalimentare di Capitanata

CERIGNOLA (Fg) – Menù al sapore di legalità domenica a Cerignola: il locale presidio di Libera ha celebrato il ventennale dell’associazione fondata da don Luigi Ciotti, in contemporanea con le altre piazze d’Italia, portando a tavola gli spaghettoni Venti Liberi prodotti con il grano proveniente dai terreni confiscati alle mafie. C’era anche la Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Foggia, che fornisce assistenza nelle attività agricole alle cooperative che gestiscono i beni sottratti alla criminalità. Nella palestra dell’istituto comprensivo Carducci-Paolillo, l’Asd “La Fenice” ha organizzato per tutta la mattinata giochi e minitornei insieme all’associazione San Giuseppe Onlus per minori stranieri non accompagnati: attività finalizzate a favorire l’integrazione sociale dei ragazzi delle comunità educative di Borgo Tressanti e a promuovere la cultura della legalità attraverso lo sport.

Sui banchetti allestiti nel cortile, oltre alla pasta, le olive e l’olio prodotti dalle cooperative Alter Eco e Pietra di Scarto. “Questa giornata è importante anche perché è stata organizzata in rete con le associazioni sportive del territorio – ha detto il referente cittadino di Libera, don Pasquale Cotugno – è un modo di ricordare le vittime di mafia e di ogni violenza, del terrorismo, quello che stiamo vivendo in questi giorni. Il nostro grido oggi deve essere ancora più forte perché la violenza e il terrorismo si combattono con l’idea di legalità, giustizia e di non violenza che noi portiamo avanti come associazioni e come Libera”.

La partecipazione della Cia a questa giornata – rappresentata dal direttore provinciale Danilo Lolatte e dal dirigente Matteo Valentino – era già stata preannunciata a livello nazionale in un incontro a settembre tra il presidente Dino Scanavino e don Luigi Ciotti. La collaborazione tra la Cia e l’associazione Libera, avviata nel 2001 e sancita nel 2008 da un protocollo d’intesa con cui la Confederazione s’impegna a fornire consulenza e assistenza alle cooperative e ai soci del progetto Libera Terra nella gestione dei terreni confiscati alla criminalità organizzata, mettendo a disposizione le sue strutture e i propri tecnici, si intensifica negli anni. L’obiettivo comune è ripartire dall’agricoltura per proporre un modello di sviluppo e di occupazione che nasca sui terreni liberati dal sopruso della criminalità. Il supporto della Cia si traduce in un’attività sindacale di tipo sociale: “La Confederazione Italiana Agricoltori sin dalla sua nascita, con un protocollo d’intesa all’epoca sottoscritto dal presidente Giuseppe Politi, è al fianco di Libera – spiega Matteo Valentino – Cia è parte integrante del presidio di Cerignola e disponibile a fornire tutto il supporto tecnico, di consulenza e sindacale possibile per far sì che i prodotti vengano trasformati, confezionati e commercializzati e abbiano la possibilità di inserirsi in un contesto di mercato che è sempre più difficile. Auguri a Libera e al suo operato di ieri, di oggi e del futuro”.

La Cooperativa Alter Eco produce soprattutto Olio Aut, ma ha anche una vigna e frutteti. Dal 2016, conta di trasformare le ciliegie in marmellata e sta sviluppando un progetto per produrre succo d’uva: “Attraverso l’agricoltura raggiungiamo altri obiettivi – racconta il presidente Vincenzo Pugliese – ormai abbiamo un rapporto costante con il tribunale di Foggia e l’Uepe, Ufficio Esecuzione Penale Esterna, con i quali sviluppiamo una serie di progetti con ragazzi ammessi alle misure alternative al carcere. E i risultati sono estremamente positivi”.

All’interno del laboratorio di legalità “Francesco Marcone”, invece, viene prodotta la Bella di Cerignola, cultivar caratteristica del territorio e poi si trasformano i pomodori in passata e pelati. “La vendita dei nostri prodotti è la chiusura del cerchio di una filiera che passa assolutamente dal diritto al lavoro di persone in stato di difficoltà – chiarisce il presidente della cooperativa Pietra di Scarto, Pietro Fragasso – Acquistandoli si sostiene un progetto di inserimento lavorativo di persone in situazioni di disagio”. Parte del ricavato della giornata sarà destinato proprio a ricompensare il danno che la cooperativa ha subito a seguito del furto di un grosso quantitativo di olive Bella di Cerignola.



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