Troia, il sindaco Cavalieri è indagato “con gravi indizi di colpevolezza”. Chiediamo spiegazioni

Troia, il sindaco Cavalieri è indagato “con gravi indizi di colpevolezza”. Chiediamo spiegazioni
marzo 08 17:13 2017 Stampa articolo

Sotto inchiesta per “tentata induzione indebita e violenza privata”, il PM ne aveva chiesto l’arresto mentre il Tribunale del riesame di Bari aveva ordinato la sospensione dall’incarico di Sindaco. Siamo sconcertati e chiediamo chiarimenti

TROIA – Abbiamo appreso ieri dalla pubblicazione di una sentenza della Cassazione che il Sindaco di Troia sarebbe indagato, da tempo, “per tentata induzione indebita e violenza privata” e che il Pubblico Ministero avrebbe addirittura chiesto per il sindaco le misure cautelari coercitive, cioè l’arresto. Abbiamo inoltre appreso che il Tribunale del riesame, dopo aver verificato “la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari” avrebbe ordinato lo scorso 29 Settembre 2016 la sospensione di Cavalieri dall’ufficio di Sindaco del Comune di Troia.

Tuttavia, per via di una falla nel sistema giuridico, la Cassazione ha recentemente annullato il provvedimento e le notizie sono divenute di pubblico dominio solo dopo che la Cassazione, ieri, ha pubblicato la sentenza 10940/17 non senza esprimere giudizi sulle incongruenze legislative. Per legge, infatti, un sindaco non può essere sospeso perché l’art. 289, comma 3 del codice di procedure penale impedisce la sospensione da “uffici elettivi ricoperti per diretta investitura popolare” garantendo una sorta di “immunità” a giudizio della Cassazione. Paradossalmente, invece, Cavalieri poteva essere arrestato perché la legislazione, sottolinea la Cassazione, non impedisce misure cautelari detentive.

Al di là delle formalità giuridiche noi siamo sconcertati dall’apprendere che il sindaco del nostro Comune sarebbe da tempo sotto inchiesta per fatti gravi e che ne sarebbe stato richiesto perfino l’arresto e poi ordinata la sospensione dalle funzioni. Pur convinti che la magistratura debba fare il suo corso e consapevoli che un indagato non è un colpevole fino a quando non c’è una sentenza, noi siamo tuttavia preoccupati dalla situazione e dai “gravi indizi di colpevolezza” che hanno indotto i giudici a chiedere misure cautelari.

Chiediamo a riguardo spiegazioni e chiarimenti pubblici all’Amministrazione comunale affinché la cittadinanza sia informata di fatti così gravi.



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