San severo luogo storico ricco di bellezze

San severo luogo storico ricco di bellezze
marzo 06 13:37 2016 Stampa articolo

Per la nostra rubrica di oggi desideriamo restare nell’ambito della Provincia di Foggia – come sempre – e parlare di un comune di 54000 e più abitanti. Questo è San Severo denominato in dialetto come San Zevíre.

Questo è il capoluogo di Capitanata e Molise fino al 1579 dove risiede la città vescovile dall’anno successivo. Come ogni altro luogo del periodo, è anche il centro delle attività mercantili e agricole. Questo comune si trova anche al centro di un intreccio viario all’interno del Tavoliere delle Puglie nella sua area settentrionale. E’ attualmente una sede universitaria nota nella Puglia e una bellissima città d’arte. Al pari di altri luoghi della Provincia di Foggia e non solo, anche San Severo ha una leggenda che la accompagna, e che si riferisce alla sua nascita. Si narra che fu l’eroe greco Diomede a fondare la città con il nome di Castel Drione in lingua originale Castrum Drionis e oltre a ciò lo stesso personaggio avrebbe edificato due templi imponenti di cui nel presente non resta traccia alcuna, dedicati rispettivamente a Calcante e il secondo invece ad Esculapio divinità legata alla medicina.

Come detto nel medioevo era un rigoglioso centro agricolo e commerciale e fu sede nel XVI secolo del Governatore della provincia di Capitanata oltre che del tribunale della Reale Udienza. Un altra presenza importante che trovò dimora proprio a San Severo fu per un breve periodo, Carlo V che propose – e attuò – l’abbassamento delle tasse oltre ad istituire il Consiglio dei Quaranta da questo prese il nome una via della città.

Luoghi di interesse storico e culturale

Degli di nota e per questo validi da segnalare nella nostra rubrica troviamo diversi monumenti e siti storici a San Severo.

  • In primis c’è il Santuario della Madonna del Soccorso che mostra uno stile barocco davvero molto bello.
  • Poi troviamo la Cattedrale simbolo cittadino, risalente al secolo XI. Ci fu messa mano però nel periodo barocco.
  • A seguire non possiamo non citare il Palazzo dei Celestini che venne ceduto al Comune nel 1913.
  • Le bellezze architettoniche e storiche locali non finiscono qui però, troviamo anche l’Episcopio nato nel 1668.
  • Una splendida facciata che è in stile romanico e si trova sulla chiesa di San Severino.
  • Poi degna di nota anche la chiesa di San Nicola dove si trova uno spettacolare coro ligneo e quattro stupende statue realizzate dal veneziano Ambrogio Piazza.
  • Infine non possiamo non citare i marmi e le dorature della Chiesa della Pietà.

Attualmente questa città annovera tra le sue eccellenze un ottimo vino a marchio DOC. San Severo risulta uno di quei luoghi primi in Italia per la produzione e la commercializzazione del vino. Restando nei tempi odierni dobbiamo anche dire che San Severo ha dato i natali a due importanti e noti personaggi, Andrea Pazienza per il disegno e Nino Casiglio per la scrittura.

La leggenda sopra citata era rinascimentale e si dice anche che la religione a maggior diffusione fino al 536 fu quella pagana. La situazione cambiò quando san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, ha imposto al luogo il nome di un personaggio – che non si sa se sia realmente esistito – e sarebbe stato un governatore Severo convertito al cristianesimo.

Dal neolitico San Severo risulta sede di permanenza umana

Tornando invece indietro dobbiamo dire che sorse San Severo nell’antica Daunia. Nel suo agro esistono tracce di differenti insediamenti appartenenti al periodo neolitico.

Nell’alto medioevo invece San Severo stranamente non risultava come un luogo con abitati definiti e stabili.

Invece nelle età Longobarda e Bizantina nacque e crebbe nel Monastero di Cassino il filone del monachesimo benedettino e assieme a questo il culto legato all’apostolo del Norico che era san Severino abate, una chiesetta sorse quindi sulla stra nota Via Francigena dedicata al nome del santo. Questo piccolo luogo di culto spartano nacque nel XI secolo e anche per opera dei pellegrini diretti a Monte Sant’Angelo oltre che agli spostamenti di uomini e merci.

La città oltre al nome fornito dalla leggenda di cui abbiamo parlato, ha avuto un altro nome – questa volta diffuso e realistico – quello di Castellum Sancti Severini ovvero borgo fortificato di San Severino. Era una città fortificata e lo dimostra il fatto che intorno all’anno 1312 – ovvero poco dopo la fine dell’ordine templare – questa venne fortificata nuovamente attraverso l’impiego di una cinta muraria estremamente più grande che fu donata da Roberto d’Angiò a sua moglie Sancia, quest’ultima la cedette nell’anno 1317 al conte Pietro Pipino che era l’allora signore di Vico. Questa cessione però non bastò a consegnare la città nelle sue mani perché il popolo di San Severo oppose una stregue resistenza armata al conte e al suo esercito, il re successivamente raggiunse un accordo con la popolazione locale che depose le armi solo dopo la rassicurazione di riscatto del luogo, e fu dichiarata quindi città regia in perpetuo.

La regina Giovanna d’Angiò restò a San Severo per lungo tempo e fu anche onorata da diversi monarchi napoletani della loro presenza. Questi eccellenti personaggi che visitarono San Severo e la regina furono anche gli aragonesi Alfonso I e Ferrante I e fu proprio questo secondo a concedere nel 1491 ed esattamente il 1° ottobre, uno statuto municipale alla città. Lo statuto prese il nome di Statuto Ferrantino.

Nell’ottocento San Severo vide verificarsi nuovi cambiamenti, venne infatti abolita la feudalità proprio nei primi anni ed esattamente nel 1806 e finì anche il tempo della signoria dei di Sangro. Cinque anni dopo la città era sesta nel regno per numero di abitanti presenti e divenne capoluogo di uno dei tre distretti di Capitanata, successivamente questi diverranno circondari, fu sede della sottintendenza poi definita sottoprefettura, e nel 1819 venne inaugurato il Teatro Comunale Real Borbone che sorse all’interno del palazzo del Decurionato. Questo teatro fu il primo della Capitanata e tra i primi del Mezzogiorno. Questo luogo divenne anche una fortezza della massoneria e della carboneria ma l’800 fu un secolo davvero importante sopratutto per le nuove istituzioni. Basti pensare che nel 1826 venne inaugurato il Cimitero Monumentale mentre nel 1854 venne inaugurata la Villa Comunale e nel 58 dello stesso secolo venne istituita la Biblioteca Civica Ferdinandea.



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