Per provare a sdrammatizzare, potremmo dire che mancava solo il vento stile uragano a complicare ulteriormente lo stato di salute dell’agricoltura in Puglia, resa già sofferente per gli effetti delle precedenti ondate di maltempo, che hanno colpito anche la provincia foggiana, e dalla mannaia della xylella.

Piove sul bagnato. A subire lo scotto maggiore in questo scenario è sicuramente il settore dell’olivicoltura regionale, che paga un danno totale stimabile in oltre un miliardo e seicentomila euro, derivanti non solo dal crollo produttivo in termini di raccolta e produzione di olive e olio, ma anche dalla perdita del patrimonio strutturale degli ulivi. È questa la stima che arriva da Coldiretti, che attraverso il segretario generale Gesmundo Vincenzo e il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, ha realizzato una prima e parziale conta dei danni.

Anno nero per le olive. L’unione di un clima ostile e impietoso e di calamità naturali di gravità incalcolabili che si è verificata in questo 2018 può far parlare direttamente di annus horribilis per l’olivicoltura pugliese: “alle gelate che hanno colpito a febbraio e marzo le province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia, alle grandinate violente dei mesi successivi, e alla Xylella a Lecce” si è aggiunta nelle ultime settimane “la straordinaria ondata di maltempo su Brindisi e Taranto che ha finito di completare un quadro disastroso” per l’intera regione.

Il maltempo distrugge l’agricoltura. I rappresentanti di Coldiretti evidenziano un esempio cardine, ovvero la violenta tromba d’aria che negli ultimi giorni di ottobre, in soli 15 minuti, “si è mossa da Manduria e Martina Franca fino a colpire gran parte della provincia di Brindisi, distruggendo strutture, pergolati e muretti, sradicando gli ulivi secolari e non, in alcuni casi aperti a metà, spazzando via le olive”. Un evento terribile, un vero e proprio “disastro naturale di dimensioni incalcolabili che ha colpito principalmente Apani, Brindisi, Latiano, Oria, Francavilla e Torre Santa Susanna” e che è soltanto l’ultimo degli ostacoli che hanno frenato l’agricoltura pugliese, generando una situazione sociale ed economica che non si esita a definire drammatica, anche perché per il ripristino del potenziale produttivo serviranno risorse ingenti e straordinarie.

I danni per un settore chiave per la Puglia. È sempre l’associazione degli agricoltori a sottolineare che servirebbe che “il Piano Olivicolo Nazionale investa e punti su una regione che produce oltre il 50 per cento dell’olio extravergine italiano, per potenziare una filiera olearia che in Puglia vale 750 milioni di euro e che ancora nei primi 6 mesi del 2018 ha visto crescere le esportazioni del 2,1 per cento per un valore di 66 milioni di euro“. Anche per questo, Coldiretti Puglia denuncia la forte preoccupazione la brusca diminuzione di olio extravergine pugliese faccia crescere le importazioni di olio dall’estero, come già si diceva in questo articolo.

Problemi in tutta Italia. Ma a essere colpita dall’ondata di maltempo non è stata solo la Puglia, perché lo stato di calamità riguarda l’agricoltura di tutta Italia, con un bilancio che parla di “ulivi secolari sradicati, coltivazioni distrutte, campi allagati, muri crollati, trombe d’aria e grandine su aziende, serre e stalle con animali sfollati e mandrie isolate”, secondo le prime stime di Coldiretti. Restando al Sud, nell’area jonica cosentina sono esondati diversi torrenti, che hanno allagato campi e serre affogando le piantine orticole appena messe a dimora, mentre in altre zone della regione frane e smottamenti hanno isolato strade di campagna e provinciali e si segnalano campi di ortaggi, oliveti e agrumeti totalmente allagati.

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