Le Isole Tremiti ambiente stupendo per radici storiche profonde

Le Isole Tremiti ambiente stupendo per radici storiche profonde
febbraio 06 17:32 2016 Stampa articolo

Per la nostra rubrica oggi andremo a visitare un luogo molto noto per le sue bellezze naturalistiche che vengono – a ragione – considerate come un museo a cielo aperto. Parliamo delle Isole Tremiti nota località vacanziera. Poco in realtà si conosce di un altro suo aspetto che è quello storico-culturale e occupandoci noi di osservare i vari paesi e luoghi della Puglia vogliamo oggi mostrarvi questo incantevole luogo sotto un altro profilo quello appunto storico e culturale.

Le Isole Tremiti sono abitate sin dall’epoca neolitica ed a testimonianza di ciò troviamo oggi moltissimi ritrovamenti di villaggi sull’isola di San Domino che risalgono indubbiamente al VIIVIII secolo a.C. Nel complesso isolano delle Tremiti comunque non è questa l’unica isola sulla quale sono stati condotti scavi archeologici che hanno portato alla luce numerosi reperti dell’epoca Neolitica. Sull’isola di San Nicola sono emersi dei fori di palificazione relativi ad una capanna dell’Età del Ferro oltre a fosse sepolcrali molto successive e che sono state attribuite all’età classica ed ellenistica. Questo complesso era denominato in epoca classica Insulae Diomedeae, tale nome voleva essere un omaggio all’eroe greco Diomede.

Anche il nome delle Isole Tremiti sembra essere molto antico, il termine Tremitis da cui si suppone nasca l’attuale Tremiti, appare per la prima volta in alcuni manoscritti risalenti all’epoca medievale e si suppone riguardi i movimenti tellurici dell’area che hanno portato le attuali isole a distaccarsi dal Gargano.

Se rimaniamo in epoca medievale dobbiamo dire che fu il periodo storico nel quale – secondo il Chartularium Tremitense – nasce il primo centro religioso cattolico delle Isole Tremiti, parliamo del IX secolo a.C. Il centro fu opera dei monaci Benedettini dell’Abbazia di Montecassino. Due secoli più tardi l’abbazia raggiunse il suo massimo splendore e questo lo si può dedurre dalle testimonianze scritte che la riguardano e che parlano delle estensioni dei possedimenti e delle ricchezze che stava vivendo. La potenza economico-culturale che la riguarda è testimoniata dal fatto che al suo interno vennero ospitati due importanti figure religiose dell’epoca, Federico di Lorena, futuro Papa Stefano X e Desiderio, in seguito Papa Vittorio III.

Le ricchezze accumulate invece come detto sono state testimoniate da alcuni scritti e il più importante di questi fu una bolla di Alessandro IV del 22 Aprile 1256 che elenca – confermandoli – il numero di beni detenuti dai monaci, questi riguardavano tutto l’arcipelago. La storia successiva però non è altrettanto sfavillante visto che di lì a poco si sarebbero aperti dei conflitti che portarono alla decadenza l’abbazia e i monaci. Da una parte si andarono creando delle tensioni con un altra abbazia quella di Montecassino dalla quale si rivendicava l’indipendenza, da un altro lato invece il problema era con i dalmati che – invisi dalla santa sede – portarono al collasso morale questo potere acquisito con un epilogo nel 1237 quando il Cardinale Raniero da Viterbo diede l’incarico al Vescovo di Termoli di sostituire l’ordine dei Benedettini con quello dei Cistercensi di San Bernardo. Questi ultimi seppero ampliare e fortificare l’abbazia facendosi aiutare dal Re Carlo D’Angiò. Questo nuovo volto però non si rese sufficiente a bloccare l’avanzata e le incursioni dei pirati slavi, che nel 1334 si resero fautori della completa scomparsa dell’ordine comprendendo in essa anche la distruzione del complesso monastico di cui rimase davvero pochissimo.

Tale storia è tratta da alcune fonti storiche che parlano anche di un tranello messo in atto dai dalmati per espugnare la fortezza, i pirati fingono la morte del condottiero chiedendo ai monaci una sepoltura sull’isola. Il capo dei pirati non sarebbe stato morto in realtà e questo escamotage fu messo in atto per introdurre la bara all’interno della fortezza. Riusciti nell’intento e condotta la bara presso la chiesa di S. Nicola dagli stessi pirati che erano disarmati, da questa – durante le celebrazioni – esce il capo con le spade per i propri uomini, a quel punto ne esce fuori una battaglia senza sconti per nessuno e nessun monaco si salverà. Questo episodio pesò notevolmente sull’isola tanto che per molti anni molti ordini religiosi si rifiutarono di trasferirvisi. Non avvenne però solo ciò visto che oltre ai monaci e agli ordini monastici anche le persone non vollero più abitare l’isola.

Ciò avvenne fino al 1412 quando Papa Gregorio XII inviò una congregazione di canonici Lateranensi. Questi restaurarono in ricco stile rinascimentale l’abbazia. L’esterno cambiò completamente e ritornò ad essere una fortezza. Anche in questo secondo contesto storico però l’isola fu presa come meta per le incursioni – turche – che proseguirono portandola nuovamente al declino coadiuvate anche da una grande crisi economica. Quest’ultima crebbe fin quando Ferdinando IV successore di Carlo III decise nel 1782 di sopprimere l’Abbazia questo comportò l’accorpamento della stessa nei beni del Regio Demanio.

Vista la sua storia l’epilogo di questo angusto periodo portò Federico IV ad istituire nel
1792 una colonia penale che rimase attiva fino al 1926 nell’isola. Le Isole Tremiti divennero comune autonomo solamente nel 1932 e nel periodo fascista per ordine di Mussolini vengono trasferiti sull’Isola confinati politici e delinquenti comuni.

Questa è la storia di Isole che oggi fortunatamente e per merito delle Amministrazioni Comunali, sono volte alla valorizzazione ambientale-locale e turistica in tal senso a chiusura del nostro escursus storico vi vogliamo segnalare i luoghi che potrete visitare e che rappresentano la storia del luogo.

  • la Torre dei Cavalieri del Crocifisso
  • la Torre del Pennello
  • la Cappella di Santa Maria delle Grazie
  • la chiesa di S. Maria a Mare.
  • Le mura e il Torrione Angioino

Questo luogo meraviglio e caratteristico si suppone siano ispirate nel nome anche a Diomedèe, dal greco Diomèdee, Διομήδεες e sono un arcipelago del mare Adriatico che si trova a 22km a nord del promontorio del Gargano e 45 ad est della costa molisana e da Termoli. Attualmente conta pochissimi abitanti – meno di 1000 – e si trova anch’esso nella stupenda provincia di Foggia in Puglia. Il comune fa anche parte del Parco Nazionale del Gargano e dall’anno 1989 una fetta del suo territorio costituisce la Riserva naturale marina Isole Tremiti. Luoghi incantevoli, protetti e ricchi di storia che certamente vorrete visitare.

 



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