La pietra e le cave di Apricena

La pietra e le cave di Apricena
aprile 17 17:47 2016 Stampa articolo

Apricena è un paese della provincia foggiana e ospita una risorsa che per secoli è stata pensata e lavorata a scopo commerciale. La sua pietra è universalmente riconosciuta e trattata da diversi commercianti che la importano e la vendono. La pietra di Apricena è calcarea e viene estratta appunto nella regione Puglia esattamente alle pendici del Gargano. Questa pietra viene estratta nel territorio che comprende i seguenti paesi:

  • Apricena – da cui prende la denominazione –
  • Lesina
  • Poggio Imperiale

I materiali rientrano nelle formazioni Calcari di San Nicandro del periodo storico Giurassico superiore-Cretacico inferiore, e Calcarenti di Apricena del Miocene.

Questa pietra è stratificata in banchi che hanno spessori variabili che oscilla dai 30 ai 500 cm ed un inclinazione tra i 5 gradi e i 20. C’è da sottolineare anche che i banchi generalmente sono separati da uno strato sottile di argilla che si è deposto nei bassi fondali marini. Sul piano chimico questa pietra è composta nel 96% di carbonato di calcio con qualche traccia di ossidi prevalentemente di:

  • ferro
  • manganese
  • alluminio

In aggiunta ad altri elementi minori.

Altra caratteristica di questa pietra è il peso specifico che generalmente è di 2,71 g/cm3.

Questa pietra è molto apprezzata, èer via del fatto che ha una grande resistenza e durata nel tempo ponendo il materiale al di sopra di altri per queste sue eccellenti caratteristiche confermate anche da diverse analisi di laboratorio.

I colori di questa pietra varia nelle sue tonalità partendo dal beige arrivando all’avorio e il rosato dipende dalla varietà del materiale. Le venature sono particolarmente belle e molto frequenti, spesso si presentano sottili e sinuose e caratterizzano l’intera superficie. Le diverse varietà sono identificabili come segue:

  • micriti e intrabiomicriti; calcareniti: biancone , bronzetto , vermiglio
  • intrabiomicriti laminari: silvabella , serpeggiante , fascionato , filettato (tra cui filetto rosso), ondagata
  • calciruditi: perlato (perlatino)

Va aggiunto un altro che è quello maggiormente considerato in commercio, parliamo del fiorito Adriatico. Per quanto riguarda la produzione questa si articola in blocchi di pietra che possono avere una misura massima 315 cm per quanto riguarda la lunghezza, 170 cm di larghezza mentre l’altezza è variabile in funzione del banco. Le tecniche estrattive sono variabili e troviamo tra queste la tecnica esplosiva nella quale l’esplosivo viene inserito in apposite perforazioni e un taglio che viene effettuato attraverso l’ausilio di alcune seghe tagliatrici. Vengono successivamente spostate attraverso l’impiego di pale meccaniche e il taglio successivo viene effettuato per far assumere alla lastra una forma di parallelepipedo. Questa area geografica da dove viene estratta la pietra di Apricena è il polo estrattivo maggiore del meridione d’Italia e il secondo del bacino nazionale dopo quello di Carrara. La produzione di questa pietra copre il 90% della produzione della regione Puglia ed il 20% della produzione nazionale, quindi costituisce nei fatti una risorsa fondamentale per l’economia locale. Il suo impiego nella storia ci riporta a luoghi di eccellenza tra cui la Reggia di Caserta e diversi palazzi a Roma, anche nell’area geografica di provenienza è stata spesso adottata, ad esempio nel vicino comune di Foggia e rispettivamente per quanto riguarda le seguenti strutture sia civili che religiose:

  • La chiesa del Carmine
  • Il palazzo della Camera di Commercio
  • Nel monumento dedicato ad Umberto Giordano
  • Il suo impiego fu anche nella fontana sita a piazza Vittorio Veneto
  • E perfino nell’area vicina che corrisponde alla stazione ferroviaria. In quest’ultimo caso perà la zone subì dei danni causati dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e fu rasa al suolo.

Il suo impiego però non termina qui e anzi prosegue nel resto della Provincia dove la pietra di Apricena venne impiegata come segue:

  • Nella facciata della Chiesa di San Lorenzo delle Benedettine a San Severo
  • Nella fontana di piazza Vittorio Emanuele I detta anche Piazza Castello dalla presenza del Maniero dei Duchi Maresca, di Serracapriola
  • Alla Casa Sollievo della Sofferenza
  • Nella facciata della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo,
  • In alcuni monumenti di Apricena e Poggio Imperiale
  • Nella chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo la pietra di Apricena nella sua varietà denominata bronzetto, è stata impiegata per le finalità più disparate ad esempio nella composizione della struttura portante, nella pavimentazione e anche nelle decorazioni.

Anche per gli esterni la pietra di Apricena e di Poggio Imperiale ha trovato il suo impiego e successo nelle differenti varietà. Per quanto riguarda i Paesi Esteri questa particolare risorsa della terra trova il suo impiego nel Medio Oriente e anche all’Estremo Oriente impiegato nella maggioranza dei casi, il serpeggiante, in Europa, specialmente in Germania, il fiorito adriatico, negli Stati Uniti d’America e in Canada è molto richiesto invece il rosso Italia assieme al serpeggiante e al fiorito adriatico Trani e Pietra Apricena.

Il comune di Trani e la Pietra di Apricena

I marmi di Trani e la Pietra di Apricena sono dei materiali che vengono – giustamente – riconosciuti sia a livello nazionale che internazionale, e vengono considerati come materiali Italiani storici e tali materiali di eccellenza sono anche importanti e hanno contribuito alla storia dei marmi italiani. Dei due il marmo di Trani è certamente più famoso, probabilmente meno conosciuta ma altrettanto pregiata e bella la Pietra di Apricena. Va detto però che entrambi sono conosciuti e diffusi sia in Italia che sul livello internazionale. Il marmo di Trani ha una nuances caratteristica che è quella beige-crema nelle sue variazioni che sono dal beige chiaro a quello leggermente più scuro con delle ghiande che sono più chiare. Per concludere va detto che invece il marmo di Trani è una pietra davvero molto versatile, trova impiego nelle scale interne nella sua versione lucida, ma anche in pavimenti, rivestimenti o altrenativamente levigato o grezzo per zoccolature e pavimentazioni e per le scale esterne, per i cordoli oltre che ulteriori e tanti altri impieghi. Questo marmo come abbiamo visto può essere utilizzato in diversi complementi e offre un ampia gamma di sfumature e colori, inoltre ha un eleganza che lo contraddistingue associata alla durevolezza ne fanno un valido alleato in ogni casa e ci narrano la storia economica di una Provincia come quella del foggiamo ricca di risorse e di bellezza.

 



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