Grano, Cia: tutela prodotto “made in Italy” e interessi agricoltori è nostra prerogativa

Grano, Cia: tutela prodotto “made in Italy” e interessi agricoltori è nostra prerogativa
gennaio 19 17:30 2017 Stampa articolo

L’organizzazione agricola ribadisce la propria posizione rispetto al comparto cerealicolo nazionale e considera “ingiustificate”  alcune polemiche alimentate a mezzo stampa, nel territorio pugliese, in tema di informazione

La Cia – Agricoltori Italiani nazionale e la sua struttura regionale pugliese da 40 anni si occupano della tutela degli agricoltori e dei consumatori. Dell’impegno della Cia a favore degli agricoltori, e delle produzioni, parlano i fatti, i documenti realizzati e l’attività politico-sindacale che caratterizza la storia dell’organizzazione. In tal senso, non si comprendono alcuni appunti che ci vengono rivolti, in Puglia a mezzo stampa, circa la nostra posizione e  informazione sulla “materia grano”.
Da sempre la Cia ha fatto e continuerà a fare giusta informazione nei confronti dei consumatori come emerge chiaramente anche dallo stesso comunicato della Cia Puglia del 14 gennaio. Nel testo viene infatti evidenziato come “non si ritengono i contaminanti poco rilevanti né tanto meno si ritengono poco utili i controlli. Tutt’altro.”
La Cia – Agricoltori Italiani negli ultimi decenni si è mobilitata in più occasioni per difendere il grano italiano e pugliese, ha occupato i porti chiedendo alle autorità preposte ai controlli di attuarli. Lo ha chiesto alla sanità marittima, alle forze dell’ordine per il tramite delle Prefetture (alle quali ha anche segnalato l’arrivo nei porti di navi sospette) e a tutte le istituzioni e gli enti competenti e non solo alla Agenzia delle Dogane (la quale ha anche numerosi altri compiti di natura fiscale e tributaria).
Come ha fatto nell’agosto scorso, ad esempio, con Agrinsieme – nell’ottica di un’azione sempre più sinergica e costruttiva tra le associazioni di categoria agricole –   quando ha segnalato l’arrivo in Puglia di una nave mercantile con un nuovo carico di grano dall’estero, dove il glifosato è ampiamente utilizzato nelle fasi di pre-raccolta, chiedendo all’Arpa, alla Asl di Foggia, ai Nas dei Carabinieri e agli organi competenti della Polizia di Stato, della Guardia Forestale e della Guardia di Finanza di effettuare ed incrementare controlli, e denunciando anche che tra maggio e giugno scorso nel porto di Manfredonia sono stati scaricati 560 mila quintali di grano duro importati da Kazakistan, Russia, Canada e Australia, e chiedendo il relativo blocco delle importazioni.
La Cia – Agricoltori Italiani si è mobilitata manifestando dinanzi alle istituzioni a tutti i livelli (Governo, Regioni, Prefetture) per chiedere interventi a favore del comparto cerealicolo.
Solo per citare una delle ultime attività poste in essere: la mobilitazione nazionale del 28 luglio – svoltasi in tutta Italia ed anche a Bari sotto la sede del Consiglio Regionale – per rispondere alla crisi del grano, nel corso della quale è stata denunciata l’immissione nel mercato di ingenti quantità di grano importato proprio nel periodo della trebbiatura, che ha provocato il tracollo dei prezzi, pari a 2 milioni di tonnellate di grano estero nell’ultimo anno.
I produttori di grano sono stati oggetto di un’azione di speculazione che non ha avuto precedenti, con il grano duro pagato 18 euro al quintale (il prezzo di 25 anni fa), largamente al di sotto dei costi produttivi, e con perdite fino al 50% sulla scorsa campagna.
A guadagnarci da questa situazione sono state solo le grandi multinazionali che hanno importato grano dall’estero per produrre all’insegna di un’italianità che non è reale.
Nel corso della mobilitazione svolta sotto la sede del Consiglio Regionale della Puglia, la Cia ha ottenuto l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno (che è stato anche consegnato all’allora premier Matteo Renzi), nel quale si chiedeva la sospensione temporanea delle importazioni, incentivi per stabilizzare il reddito, l’attuazione di misure annunciate nel piano cerealicolo nazionale, di incentivare accordi e contratti di filiera, di prevedere una campagna di promozione e valorizzazione della pasta italiana nel mondo, di  perseguire la massima trasparenza delle borse merci.
Stessa mobilitazione è stata attuata a livello nazionale.
A fine settembre poi è stata ottenuta sia l’approvazione del decreto che fissa criteri e modalità di ripartizione delle risorse del fondo di 10 milioni di euro dedicato ad interventi a sostegno del comparto cerealicolo, che la risoluzione a sostegno della cerealicoltura nazionale.
Quindi l’impegno della Cia – Agricoltori Italiani è stato costante e continua quotidianamente anche nella lotta alla contraffazione e frodi.
Da ciò anche la campagna di sensibilizzazione “Agricoltura Italiana 100%” a difesa del vero Made in Italy ideata da Cia- Agricoltori Italiani Puglia per tutelare anche il grano pugliese e che mira allo stop alle importazioni selvagge senza garanzie, senza certezze sulla qualità del grano, facendo corretta informazione e non creando allarmismi ingiustificati. Motivi questi ultimi alla base proprio del comunicato del 14 gennaio scorso.



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