“Quando le organizzazioni sindacali affrontano in chiave positiva e propositiva i temi che riguardano il presente ed il futuro della città siamo sempre su un terreno virtuoso. Ovviamente a patto che l’approccio sia laico e l’analisi sia obiettiva. Perché altrimenti è complicato non sospettare che si tratti di iniziative strumentali, soprattutto se assunte a ridosso della campagna elettorale e dopo un lunghissimo periodo di silenzio dell’argomento, coinciso grossomodo con l’attività delle Amministrazioni comunali di centrosinistra che ci hanno preceduto.

Le doglianze del SUNIA e della CGIL circa l’emergenza abitativa a Foggia sono legittime, ma a me pare che non tengano nella doverosa e giusta considerazione la filiera delle competenze istituzionali e, di conseguenza, delle responsabilità. Sono il primo a conoscere la drammaticità e le proporzioni di questa emergenza, che ho provato e sto provando ad affrontare mettendo in campo tutti gli strumenti amministrativi – e sono davvero pochi – in mio possesso.

Da questo punto di vista trovo abbastanza singolare che nel lunghissimo elenco di censure di SUNIA e CGIL la Regione Puglia e l’ARCA – cioè i soggetti istituzionalmente deputati alla realizzazione di edilizia residenziale pubblica – siano citati, quasi per inciso, soltanto due volte. Tutto il focus della riflessione dei sindacati, invece, è rivolto all’operato del Comune di Foggia, che non ha alcuna competenza in ordine alla materiale realizzazione di edilizia popolare.

Ecco, per affrontare questa materia con onestà intellettuale sarebbe opportuno cominciare ad individuare “chi fa cosa” e, di conseguenza, chiedere conto innanzitutto a chi ha maggiori responsabilità e poteri. Puntare l’indice sull’Amministrazione comunale, che non costruisce case, può essere utile per mettere in scena un po’ di polemica, ma difficilmente aiuterà concretamente a trovare una soluzione chi vive sulla propria pelle il dramma dell’emergenza abitativa.

Le affermazione del Sindaco Landella; le case non ci sono perché….

La dirò in modo ancor più spicciolo: è del tutto inutile discutere di come si assegnano case che non ci sono. E le case non ci sono perché Regione Puglia ed ARCA non ne realizzano ormai da troppo tempo. È così difficile mettere correttamente in fila la gerarchia delle priorità e partire dall’inizio invece che dalla fine? Perché gli alloggi disponibili sono stati tutti assegnati attingendo alla regolare graduatoria, così come prescrive la legge.

Sono certo che i segretari di SUNIA e CGIL abbiano seguito con attenzione le vicende delle ultime settimane e gli sforzi di idee che si sono compiuti per immaginare risposte immediate – sia pure momentanee – a questa emergenza. Sono certo che i segretari di SUNIA e CGIL conoscano i tanti sgomberi che il Comune è stato costretto a disporre e abbiano constatato che la programmazione edilizia dell’ARCA Capitanata, peraltro del tutto insufficiente rispetto alle proporzioni del fenomeno, è ripresa solo da pochissimo tempo – anche con proposte di suoli avanzate direttamente dall’Amministrazione – ed ha un orizzonte di conclusione lungo, che lascia intatto il dramma attuale di centinaia di famiglie.

Così come sono certo che i segretari di SUNIA e CGIL sappiano benissimo che non è possibile requisire le case sfitte né imporre nulla ai loro proprietari e che l’Amministrazione comunale non possa più intervenire direttamente nel pagamento dei canoni di locazione – fatta eccezione per il contributo previsto dai bandi regionali e per le misure di sostegno contenute nel Piano Sociale di Zona – vista la disastrosa condizione economica ereditata da chi ci ha preceduto ed i vincoli imposti dal cosiddetto ‘Decreto Salva Enti’.

Ecco, dal momento che sono sicuro che SUNIA e CGIL siano assolutamente consapevoli di queste circostanze, sarebbe opportuno fare fronte comune per obiettivi condivisi. E sono sinceramente stupito dal fatto che quando, proprio recentemente, ho incontrato i segretari delle organizzazioni sindacali le questioni oggetto della conferenza stampa non mi siano stato sollevate.

Il tema della programmazione è assolutamente centrale nel dibattito sul tema abitativo. Ma proprio perché la programmazione è il frutto di un lavoro che produce i suoi effetti nel corso del tempo, è di tutta evidenza che oggi Foggia sconta un’assenza di visione che viene da molto lontano e che non ricordo SUNIA e CGIL abbiano mai denunciato né censurato nel decennio che abbiamo alle spalle. Le soluzioni che il Comune poteva ipotizzare di mettere in campo riguardano la possibilità di ricavare alloggi destinati all’emergenza abitativa. Com’è noto, ed è appena superfluo ripeterlo, i progetti di housing sociale sono ancora bloccati dalla Regione Puglia.

Per parte mia, dunque, confermo la disponibilità ad ogni tipo di confronto costruttivo circa una questione su cui sono impegnato in prima persona e senza riserve. Mi piacerebbe però che per una volta si potesse fare squadra nell’interlocuzione con la Regione Puglia piuttosto che mettere sotto accusa il Comune di Foggia, tra l’altro sempre in prossimità degli appuntamenti elettorali”.

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