Campagna del pomodoro: “Un Distretto funzionante avrebbe limitato i danni”

Campagna del pomodoro: “Un Distretto funzionante avrebbe limitato i danni”
settembre 07 09:53 2016 Stampa articolo

Confermati i primi dati di una stagione funestata da calamità. Calano superfici e produzioni

CIA indica i presupposti per ripartire: programmazione entro l’anno e rispetto delle regole

“Se il Distretto avesse funzionato, avremmo limitato i danni di un’annata anomala e disastrosa sotto il profilo climatico”. Il presidente provinciale della CIA-Agricoltori Italiani di Foggia Michele Ferrandino conferma i primi bilanci della campagna del pomodoro da industria in Capitanata e insiste sulla necessità di ristabilire una corretta programmazione e il rispetto di regole certe. “Le rese sono inferiori alle aspettative: ai 2300 ettari letteralmente saltati con la grandinata di giugno che si è abbattuta soprattutto nel territorio di Lesina si aggiungono le infestazioni di orobanche e batteriosi che hanno ulteriormente decimato la produzione. Oggi siamo al 60-70% di raccolto rispetto agli impegni assunti con le industrie di trasformazione e probabilmente sarà difficile onorare i contratti”. In considerazione degli eventi calamitosi, la CIA-Agricoltori Italiani si aspettava una rivisitazione del prezzo contrattato, ma le fabbriche si stanno attenendo a quello concordato inizialmente.
“Alcune industrie non stanno mantenendo un comportamento etico: c’è chi sta ritirando prodotto a prezzo superiore rispetto a quello contrattato – denuncia il presidente CIA Foggia Michele Ferrandino – e questo sta creando un po’ di maretta tra gli agricoltori. In più, c’è un mercato parallelo di commercianti che gira acquistando prodotti in campo”.
Nell’ultima riunione del Polo Distrettuale del Pomodoro da Industria del Centro Sud Italia, a fine agosto ad Angri nella sede dell’Anicav (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali), la CIA-Agricoltori Italiani rappresentata dalla responsabile nazionale Anna Rufolo, ha sostenuto l’urgenza di ripristinare un quadro di regole certe e verificarne l’effettivo rispetto, insieme alla necessità di consentire agli agricoltori di programmare la campagna per tempo. “Vogliamo che il Distretto torni a funzionare davvero. Già a fine campagna ed entro l’anno occorre definire la programmazione per consentire agli agricoltori di operare le opportune scelte, altrimenti navigheremo a vista”.



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