A Orsara il doposcuola per i migranti accolti in paese

A Orsara il doposcuola per i migranti accolti in paese
novembre 21 12:07 2016 Stampa articolo

Iniziativa di Orsa Maggiore: coinvolti 10 tra docenti in pensione e neo-laureati

Lezioni di italiano, matematica, geografia e storia per adulti e bambini stranieri

ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Agli adulti e ai bambini stranieri accolti a Orsara di Puglia, un gruppo di volontari ha deciso di impartire lezioni di italiano, matematica, geografia e storia. L’iniziativa è stata promossa spontaneamente dall’associazione Orsa Maggiore nell’ambito del progetto SPRAR, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Sono stati coinvolti docenti in pensione e neo-laureati in materie umanistiche residenti a Orsara di Puglia. Le persone che hanno accolto l’invito hanno formato un gruppo di circa dieci insegnanti che, a turno, sono impegnati in attività di Doposcuola in favore degli alunni migranti. Tra questi, c’è anche una insegnante bilingue che svolge un corso per soli adulti. Questa esperienza sta coinvolgendo molto la cittadinanza e il fatto che più persone chiamino per offrire la loro disponibilità, dimostra che l’iniziativa sta funzionando e crea interesse. Il progetto di Doposcuola dell’associazione Orsa Maggiore stato ben accolto, anche perché sta contribuendo a creare un maggior senso di comunità e di cambio culturale tra docenti e alunni. “La prima e più vera accoglienza è stata fatta dai bambini della scuola”, ha spiegato Tommaso Lecce. “L’integrazione è possibile, e qui sta funzionando, perché la Comunità ha compreso che dare un aiuto significa aiutare se stessi a migliorare, a vincere la paura, a crescere insieme”. Le materie di scuola, dunque, escono fuori dai rigidi canoni dell’insegnamento per trasformarsi in strumento di incontro, di scambio, di conoscenza di culture diverse. Grandi e piccini, italiani e migranti, tutti uniti in un percorso di condivisione che viaggia in direzione della formazione, dell’istruzione, dell’integrazione. Perché la conoscenza della lingua di un Paese diverso dal proprio è necessaria per inserirsi al meglio nel tessuto sociale di un territorio. Così come la comprensione della storia, delle tradizioni, dei luoghi in cui ci si trova. “Secondo noi, questo significa fare concretamente cultura”, ha detto Rocco Dedda, vicesindaco con delega alla Cultura. “Se c’è un patrimonio che va alimentato e sostenuto quello è il patrimonio delle associazioni, della partecipazione, della linfa vitale che scorre nel tessuto sociale del nostro paese”. Il progetto SPRAR promosso dal Comune di Orsara di Puglia, finanziato dal Ministero dell’Interno, ha preso avvio lo scorso mese di luglio. Nel complesso, saranno quindici i cittadini immigrati accolti a Orsara di Puglia attraverso il progetto SPRAR, il cui soggetto attuatore è un’Ati, Associazione Temporanea d’Impresa, formata dalle cooperative sociali IRIS e Medtraining. I cittadini immigrati saranno ospitati per un periodo di circa due anni. La permanenza all’interno delle strutture di accoglienza è riservata alle persone aventi lo status giuridico di rifugiato, richiedente asilo, o in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, protezione sussidiaria o protezione temporanea. I beneficiari risiederanno in più unità abitative e saranno impegnati in una serie di corsi, lavori, attività di formazione, crescita, integrazione e scambio con la comunità che li accoglierà.



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