Vendola giunge al termine del suo mandato in Puglia, e, oltre ai bilanci politici, vengono fuori i bilanci economici, ossia, il modo in cui i Consiglieri Regionali decidono di “pagare se stessi”.

Dovremmo inizialmente parlare del “piccolo stipendio” che i 70, ora 50, percepiscono annualmente. Centoventinove mila euro anno, poco più di 10 mila euro lordi, questo il “modesto stipendio” versato nelle tasche dei propri consiglieri. Ad aggiungersi a tale cifra, a fine mandato, una piccola buonauscita pari a 2,5 mensilità per ogni anno di servizio prestato. In succo, quasi 30 mila euro ogni anno di servizio prestato in Via Capruzzi.

puglia con furoreI meno fortunati, quelli da piccoli assegni da meno di 70 mila euro sono Euprepio Curto, Giovanni Epifani, Maurizio Friolo, Pietro Iurlaro, Toni Matarrelli, Francesco De Biasi, Giovanni Brigante,  Alfarano, Barba, Bellomo, Blasi, Boccardi, Campese, Camporeale, Caracciolo, Caroppo, Cervellera, Degennaro, De Biasi, Dentamaro, Di Gioia, Gatta, Fratoianni, Laddomada, Lanzillotta, Longo, Marti, Mazza, Mazzarano, Mennea, Negro, Nicastro, Nuzziello, Pastore, Sala, Sasso e Schiavone.

I più fortunati? In pole position Tarquinio con 587.800 euro, a seguire Godelli (Consigliere Regionale e Assessore esterno) con 585.500 euro, Lospinuso con 458.140 euro fino ad arrivare ai solo 198.800 mila euro del Governatore Vendola.

Nota bene, questo non significa però che il “privilegio”, pur cancellato, sia finito.  C’è chi continua ad esercitare il proprio diritto alla liquidazione dell’assegno, in alcuni casi anche grazie a dei “baby assegni” da soli 4-5 mila euro, spiccioli.

Per farla breve, tutti i Consiglieri regionali Pugliesi sono arrivati a mettere da parte modesti gruzzoli per “godersi la pensione” in tutta comodità a fine mandato, per chi è davvero a fine mandato.

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