Su una parete della scuola di Don Lorenzo Milani, a Barbiana, era impresso questo motto: “I Care”. Letteralmente vuol dire “Me ne importa, mi sta a cuore” ed è l’esatto contrario di “Me ne frego”. “I Care” vuol dire impegnarsi per gli altri, vuol dire mettere la propria passione e le proprie energie al servizio della comunità, vuol dire credere in un mondo migliore e darsi da fare per costruirlo. “I Care” è la sintesi più alta e più bella della vita di due ragazzi pieni di passione che hanno perso la vita il 28 novembre 2010 in un maledetto incidente stradale: Mario Beccia ed Angelo Ricchetti. La loro scomparsa lascia un silenzio assordante nella vita della città perché Mario ed Angelo erano due ragazzi che si impegnavano quotidianamente per il loro paese. Per questo sentiamo l’esigenza di commemorarli con una iniziativa che non si limiti al semplice e mesto ricordo, ma che sia una occasione di partecipazione civile e di socialità, un momento che dia significato alle loro vite e solleciti l’impegno dei giovani e dei cittadini tutti.

I Care_RepertorioDa anni Mario ed Angelo erano instancabili organizzatori ed animatori di attività culturali, musicali, sportive e artistiche. Tra queste vi era la “Giornata dei Diritti Umani”, un’iniziativa che da diversi anni organizzavano verso fine dicembre. Per questa ragione un vasto cartello di associazioni culturali e di gruppi giovanili di Troia ha deciso di rilanciare ed ampliare questa giornata ed organizzare, tutti insieme, una “Giornata dell’impegno civile e sociale” in memoria dei due ragazzi scomparsi. L’iniziativa ha luogo a Troia, tutti gli anni, il 29 Dicembre e si articola in eventi musicali, performance artistiche, rappresentazioni teatrali, stand associazioni di impegno civile e sociale, iniziative sportive, dibattiti.

Mario e Angelo ci hanno insegnato che la vita va vissuta con passione, impegnandosi quotidianamente per gli altri e dandosi da fare per una società migliore e per un mondo migliore. Per questo vogliamo promuovere testimonianze di impegno civile e occasioni di partecipazione sociale e per sottolineare la necessità che i giovani e i cittadini tutti si impegnino nella comunità e per la comunità come facevano i nostri due ragazzi. Nel dramma che la nostra città ha vissuto a seguito di quel terribile incidente, c’è una cosa che ci fa tornare il sorriso e che da un senso a questo dolore: la città si è unita e i giovani hanno deciso di rimboccarsi le maniche e di dedicarsi insieme all’impegno civile e sociale. Grazie ragazzi, il vostro “I Care” diventa oggi il nostro “I Care”.

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