Santuario di San Michele Arcangelo

by spaziofoggiaadmin | 15 aprile 2016 19:46

Questa struttura religiosa della cristianità si trova a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia ed è una basilica minore. Questo complesso fa parte di un sito che racchiude sette diversi luoghi, il nome del sito in questione è Longobardi in Italia: i luoghi del potere, questi luoghi sono ricchi di storia per quanto riguarda l’apparato architettonico ma non solo. Tali luoghi evidenziano anche la bellezza e il presigio di opere scultoree e pittorche dell’Arte Longobarda, questo complesso è iscritto alla lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO dal giugno 2011. Se si va a guardare la tradizione questo santuario avrebbe origine nel 490 che è poi l’anno della prima apparizione dell’arcangelo sul Gargano ed esattamente a san Lorenzo Maiorano. A distanza di 160 anni questa area entra a far parte dei possedimenti dei Longobardi e ovviamente inscritta e presente in questa fetta territoriale c’era appunto anche il santuario. La zone era allora sottoposta alle scelte del Ducato di Benevento. La venerazione rivolta all’arcangelo Michele del popolo germanico erano legate alle virtù guerriere che nella loro religione precristiana corrispondevano al dio Wodan, e nel paganesimo celtico ad Odino quindi tale facoltà vennero successivamente identificate – con l’avvento del cristianesimo – in Michele, di conseguenza a partire dal VII secolo considerarono il santuario garganicocome nazionale dei Longobardi. Di lì a poco San Michele Arcangelo diventerà un importante e primario centro di culto per tutto l’Occidente costituendo un modello per tutte le altre popolazioni dal punto di vista santuario san michelearchitettonico e non solo. Il santuario venne largamente tenuto in considerazione dal mecenatismo monumentale e l’attenzione a questo pregevole esempio artistico di culto venne fornito dai duchi di Benevento e dai re che soggiornarono a Pavia, entrambi promisero interventi vari per la ristrutturazione e anche per facilitare l’accesso alla grotta della prima apparizione sopratutto per consentire un buon alloggio ai pellegrini. San Michele Arcangelo risultò a quei tempi grazie anche a queste migliorie una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità e divenne anche tappa variante della Via Francigena chiamata Via Sacra Langobardorum che portava in Terra Santa. Assieme a questo luogo di culto europeo importantissimo per la fede cattolica e per la cristianità in generale, gli altri dedicati al medesimo arcangelo si trovano rispettivamente in Val di Susa e a Mont-Saint-Michel in Normandia. I tre luoghi sacri si trovano orientativamente ad una distanza reciproca di 790 chilometri l’uno dall’altro e sono allineati lungo una retta che – in linea d’aria, e subendo un prolungamento – porta a Gerusalemme. Il santuario è collegato con la città di Lucca, e questo collegamento dipende da alcuni fatti verificatesi nel corso della storia, uno tra questi fu la presenza del vescovo lucchese Alfonso Puccinelli, autore dell’apparizione di San Michele nell’anno 1656. Inoltre sempre nella città di Lucca all’ijnterno della chiesa di San Michele in Foro si trova una statua somigliante a quella presente nel santuario di San Michele nella provincia di Foggia che venne donata dal vescovo Puccinelli alla Repubblica di Lucca e tale scultura fu il simbolo di ringraziamento alla città d’origine, successivamente all’apparizione del 1656. Nel periodo successivo alla caduta del Regno longobardo nell’anno 774, il santuario preservò la propria funzione all’interno della Langobardia Minor, ricadente ancora nell’ambito del Ducato del Benevento che in quello stesso anno divenne, su decisione di Arechi II, un principato, nel corso dell’XI secolo il santuario di San Michele Arcangelo venne curato dapprima dai Normanni, poi dagli Svevi e successivamente dagli Angioini, che adottarono a loro volta il culto micaelico, tutti fecero ulteriori interventi sul santuario e specificatamente nella sua struttura, la parte superiore si arricchì di svariati apparati decorazioni.

Il culto in tutto questo lungo periodo storico è rimasto intatto e milioni di pellegrini si sono recati in visita in questo luogo.

Tra i ministri du culto che hanno visitato nel corso della storia la chiesa si annoverano:

Mentre per i sovrani altrettante presenze importanti sono state:

Ma tra i personaggi di rilevanza relgiosa non solo svariati papi hanno visitato questo importante luogo di culto ma anche il santo patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi si è recato in visita a san Michele Arcangeloe si narra che lui non si sia sentito degno di entrare nella grotta e che si sia fermato all’ingresso della stessa in preghiera, baciando la terra e incidendo su una pietra il segno di croce in forma di “T” Tau. Nella sua storia recente ed esattamente il 25 giugno del 2011 il Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo conquista il titolo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO nel circuito seriale: The Longobards in Italy, Places of Power, 568 – 774 A.D. in questo modo viene riconosciuto ad un sito storico il suo immenso valore di Bene Culturale del Mondo entrando così nella World Heritage List.

Rispetto a questa struttura sacra il 5 gennaio 2014 la National Geographic Society che sappiamo essere una delle più grandi istituzioni scientifico-educative al mondo ha riconosciuto la Grotta di San Michele Arcangelo come una delle più belle al mondo. Nella classifica la grotta micaelica figura all’ottavo posto delle prime dieci. Questa è l’unica grotta in Italia ad essere inserita in questa classifica. Tornando invece al santuario dobbiamo dire che questo è costituito da due livelli, quello superiore e quello inferiore, su quello superiore ci sono il portale romanico e il campanile quest’ultimo fu eretto dagli Angiò e infatti viene chiamato anche col nome di torre angioina sempre legando questa architettura religiosa al culto dell’arcangelo Michele. Del complesso fanno parte:

Questo è davvero un luogo stupendo che è bene visitare per conoscere al meglio la storia e apprezzare le bellezze storiche di un territorio.



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