Foggia da scoprire: Luoghi di attrazione inesistenti e scomparsi nel corso dei secoli di cui spesso non si conoscono neanche le ragioni delle scomparse

by spaziofoggiaadmin | 25 dicembre 2015 15:16

Tra le opere architettoniche molte di queste furono destinate alla religiosità e nel corso dei secoli molte chiese subirono dei cambiamenti radicali e altre scomparirono per costruzioni completamente nuove. Foggia ospitava ed ospita molte chiese e oggi vi vogliamo portare sulla strada dei secoli passati elencandovi molti di questi edifici religiosi, quando nascono e i documenti che le portarono alla luce.

Partiamo parlandovi delle chiesa di S. Andrea legata alla prima notizia storica che proviene da una contestata Bolla papale emessa da Clemente III nel marzo del 1190, esattamente il 20 del mese in questione. Secondo varie ipotesi non confermate e attestate, la cappella o chiesa che dir si voglia si trovava in quello che oggi verrebbe definito sobborgo ed esattamente a Mania Porte comunemente definito Maniaporci presumibilmente quest’area comprendeva la zona sita tra l’attuale chiesa di S. Tommaso e quelli che erano gli ospedali riuniti all’estremità di via Arpi, e questa è una delle ipotesi mentre quella più probabile è che trattandosi di un borgo, questa chiesa si collocasse fuori dal centro abitato. Sulla sua scomparsa c’è davvero poco da dire perché non si hanno le informazioni per poter avanzare che ipotesi.Dopo S.Andrea andiamo a capire la storia della chiesa di S. Spirito. Nel caso di questa struttura religiosa sembra fosse annessa all’omonimo monastero e di lei si parla su un documento risalente al 1227. Poi arrivarono i pensieri del Calvanese secondo il quale Remestino fece erigere un conservatorio per le bambine orfane nel luogo dove successivamente fu eretto il Monastero della SS. Annunziata. E sempre in quel luogo sarebbe stata eretto l’hospedale de’ poveri infermi poi trasportato nell’attuale chiesa S. Giovanni di Dio, quest’ultima ancora esiste.

La chiesa S. Maria delle Grazie questa è al pari delle altre, una chiesa scomparsa che venne definita in tre differenti maniere:

Il primo nome deriverebbe dalla donna alla quale era ispirata la sua costruzione, il secondo da una specifica caratteristica della Madonna e il terzo nella vulgata per come era diffusa. La sua collocazione sarebbe stata quella che porta dal sentiero che conduce dalla Porta Grande estendendosi fino a Manfredonia.

Abbiamo citato fino a questo momento ancora poche delle strutture che il tempo ha portato via con se e che comunque hanno fatto parte della storia della città di Foggia. Queste architetture religiose hanno il sapore del mistero e comprendere il fatto che qualcosa esistita ora non c’è più pur conservando testimonianze e anche tradizioni orali rende ancor più magica una terra già bellissima.

Attigua alla chiesa di Gesù e Maria c’era la chiesa di San Ciro si suppone che le due strutture fossero anche intercomunicanti. Questo edificio sacro era considerato del Terz’Ordine di S.Francesco d’Assisi sotto il titolo delle Sacre Stimmate. La storia di questa chiesa ci riporta nel XVIII secolo al giorno in cui ospitò le reliquie del Santo Medico e Martire per la venerazione della gente, successivamente fu chiamata S.Ciro e venne restituita all’Ordine dei Frati Minori.

 

Un altra chiesa che ha una storia misteriosa è quella di S. Antonio Abate. Questa struttura è raffigurata nelle carte della Dogana delle Pecore e se incontrerete magari in un viaggio da turisti delle persone anziane del paese loro sapranno anche descrivervela perché ne hanno preservata intatta la memoria. La chiesetta era di tipo rurale oggi sorge nella medesima area che la ospitava l’edificio appartenente al Credito Italiano. La sua origine però è molto antica e questo emerge da carte ritrovate nell’archivio dedicato al capitolo della cattedrale di Foggia. L’età di nascita sarebbe da collocare nel XIV secolo. Venne fatta nascere a Largo S. Antonio e aveva l’ingresso principale rivolto a Nord-Ovest con un lato scoperto – quello sinistro – collocato lungo Corso Vittorio Emanuele. Rispettivamente i lati posteriore e destro erano nel caso di quest’ultimo attaccato a palazzo Buonfiglio mentre quello posteriore anch’esso attaccato ma stavolta al palazzo della Marchesa Varo. Questo luogo era la sede della Confraternita dei Bianchi i suoi interni ricalcavano la forma rettangolare con un unica navata ma aveva ben tre diversi altari. Quello maggiore era dedicato all’Immacolata Patrona della Confraternita, poi un altro a S. Brigida mentre l’ultimo all’Addolorata, infine la chicca di questa struttura religiosa è il fatto che al suo interno fosse alloggiata anche una Cripta dedicata alla sepoltura dei condannati a morte. Oltre a questa particolarità tra l’altro molto diffusa nel periodo in oggetto la chiesa aveva:

Venne demolita nel 1935 a causa del risanamento della città. Dopo aver abbattuto la chiesa la statua del santo fu portata in un altra chiesa, quella della Madonna delle Grazie.

Passiamo ad un altra chiesa che è quella di S. Eleuterio. La collocazione di questa chiesa è ignota ma sue notizie sono state fornite da un documento di concordia che reca la data del 22 ottobre 1174. La concordia era tra il vescovo di Troia (cittadina in Provincia di Foggia) Guglielmo l’Arciprete di Foggia, e il clero. In questa lettera della concordia si stabiliva che la Chiesa di S. Eleuterio assieme ad altre avrebbe dovuto versare l’exenio all’episcopio di Troia in occasione della festa di traslazione dei Santi di Troia. Successivamente si perdono le notizie della chiesa in questione, esattamente nel 1234 quando venne citata per l’ultima volta nel testamento del sacerdote Giovanni De Martino. E neanche da lì si comprende quando sia stata demolita o eventualmente distrutta.

Oltre a queste elencate vogliamo parlarvi anche dell’ultimo edificio sacro che trattiamo oggi nel nostro articolo, ci riferiamo alla chiesa S. Pietro che con estrema probabilità si collocava dove oggi è via Castiglione che a sua volta si trova davanti alla chiesa di S. Rocco. Era parte del suburbio di S. Pietro e doveva sorgere nella parte più vicina alla città. Le testimonianze su questa struttura risalgono al 1174 ma sulla sua scomparsa – al pari di altri edifici – non si hanno testimonianze ne notizie di alcun tipo.

 



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