Cerignola: FDI, da un pugno di voti in più a cumuli di rifiuti. L’emblema del fallimento

by Mirko Elia | 17 ottobre 2017 20:02

La gestione dei rifiuti a Cerignola diventa sempre più inadeguata per tempi, costi, modi e servizi. In queste ore il rallentamento della raccolta sta facendo riempire la città di immondizia, con bidoni stracolmi, cattivi odori e malcostume mai controllato né scemato dei roghi ai cassonetti.

RALLENTAMENTI NELLA RACCOLTA | Stavolta il disservizio era stato ampiamente annunciato a tutti i 9 Comuni del Consorzio Fg 4: a causa delle turnazioni da osservare presso la struttura complessa Tbm di Foggia (dove avviene la bio-stabilizzazione prima di andare a Grottaglie), la raccolta avrebbe subito rallentamenti e diminuzione di turni. Nel caso di Cerignola, da 4 settimanali a 3. Stavolta la responsabilità pare non essere del sindaco di Cerignola e presidente del Consorzio Fg 4, Franco Metta. Ma non lo è solo direttamente. Sullo sfondo, anche le debitorie con le ditte di trasporti e soprattutto con gli stipendi ai 300 lavoratori di Sia Srl, con la conseguenza di comprensibili stati di agitazione più o meno annunciati.

QUEL NO AL VI LOTTO QUANTI DANNI HA FATTO | Il peccato originale è sempre quello: la sospensione dei lavori del VI lotto a Forcone Cafiero, senza avere un piano B, in un mondo, quello dell’immondizia, tra malaffare e incapacità, che non può permettersi l’atteggiamento “nimby” (not in my back yard, non nel mio giardino) se non ha affinato alternative adeguate. E di alternative, Metta non sa neppure l’indirizzo, tant’è che comunque il VI lotto si farà, ma il suo atteggiamento ostracista ha fatto perdere tempo e soldi. Tempo, perché nel frattempo che sarà consegnato noi chissà quanto altro dovremo tribolare. Soldi, perché portare i rifiuti in gita a Foggia (al trattamento) e poi a Grottaglie (per lo stoccaggio) fa affrontare spese superiori rispetto al viaggio verso la contrada tra Cerignola e San Ferdinando di Puglia. Ricordando anche che aver d’un tratto tolto i soldi del conferimento in discarica a Sia Srl sta acuendo il momento negativo della azienda.

SENZA UN PIANO B | E questo accade proprio nel momento in cui per legge il costo del servizio dei rifiuti ricade esclusivamente sulle tasche del cittadino, non essendo più possibile, per i Comuni, partecipare con fondi di bilancio. Quindi, Tari alle stelle, per forza. Insomma, i cittadini pagano di più e hanno un servizio pessimo ormai da molti mesi.

Ma il sindaco sarà fiero di se stesso, del suo operato: lui per un paio d’anni ha fermato il VI lotto. Metta conosceva bene la situazione di Sia, la relazione di una società di revisione dei conti (Kpmg), e si proponeva come salvatore della patria. Sui proclami sui rifiuti ha vinto le Comunali 2015. E invece in quasi 3 anni ci ha aggiunto del suo: stop preconcetto al nuovo lotto, meno introiti, emergenza immondizia e costi più alti per i cittadini. Bravissimo. E della differenziata, abbozzata dalla precedente amministrazione, neppure l’ombra. Dei progetti pilota nei quartieri, niente. L’unico evento, il taglio del nastro del Centro di raccolta per la differenziata in Zona Industriale, figlio però di un finanziamento ottenuto dal centrodestra prima dell’avvento di Metta.

In più, la Regione Puglia da un lato annuncia da mesi un rassicurante coinvolgimento nella gestione impiantistica di Sia Srl, al fianco dei Comuni e garante dei rapporti tra questi e le banche. Dall’altro, semplicemente sta a guardare mentre l’azienda sprofonda.

PER QUALCHE VOTO IN PIÙ | Così, le falsità e i proclami della campagna elettorale di Metta, che gridava urbi et orbi che Cerignola non avrebbe accettato oltre i rifiuti del circondario, oggi ricadono sulla città. Semplicemente perché il proposito di Metta nel 2015 era sbagliato all’origine: esaurito il V lotto (più velocemente del previsto a causa del conferimento di ben più dei 9 Comuni), la Regione aveva disposto il nuovo spazio in discarica. E se il sindaco non l’avesse inutilmente e dannosamente osteggiato ne staremmo già usufruendo, senza tutti i problemi creati dalla sua scelta scellerata. Perché la politica gridata tocca alla pancia la gente, procura qualche voto in più… ma poi devi essere pure capace di governare. Sennò fai la figura di Virginia Raggi.

RISOLVERE L’EMERGENZA | L’assessore all’Ambiente, sempre privo di incisività, ormai si limita a dire soltanto che scrive all’Acquedotto ma neppure lo calcolano. Per favore però sull’emergenza rifiuti intervenga il sindaco, invece di far parlare chiunque. E chieda con forza alla Regione un intervento, invece di minimizzare o dar la colpa agli altri. D’altro canto si vantava dei buoni rapporti col governatore Michele Emiliano. E pure il commissario Gianfranco Grandaliano prima era suo amico e poi si è interrotta (chissà perché) l’amicizia. Sennò raccolta questa immondizia, a breve tornerà l’emergenza se non si mettono in funzione gli impianti di bio-stabilizzazione di Forcone Cafiero e non si avvia la costruzione immediata del VI lotto tanto odiato.

Certo, nell’immediato c’è ben poco da fare, malgrado gli scatti di reni che additano sempre qualcun altro come colpevole. Oggi, almeno, vigili sui roghi appiccati dagli incivili ai cassonetti stracolmi. Tanto le pistole nuove ormai ce le abbiamo in Comune.



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